C’è una differenza tra il servizio e la cura.

La stessa che distingue il cliente dal paziente, il laureato in medicina dal medico. Curare non è solo erogare un servizio, aggiunge qualcosa in più. In termini di umanità, di conoscenze, ma anche di ambizione personale. Un medico che resta in piedi la notte per trovare la soluzione a un caso clinico non lo fa per offrire una buona prestazione sanitaria, ma perché sta curando una persona. La dottoressa che resta contattabile anche dopo l’orario di ricevimento non sta più erogando un servizio, sta ascoltando i bisogni dei pazienti.

La medicina è una scienza, la sua messa in pratica diventa servizio per la comunità e cura per il singolo. Ma è proprio dalla qualità di quest’ultima che dipende l’intero sistema, sia per quanto riguarda il livello di apprezzamento della popolazione sia per il prestigio raggiunto dalle realtà sanitarie, che può indurre o meno lo Stato e i privati a investirvi.

Che cosa serve per migliorare la cura? Lo chiediamo innanzitutto a voi, che ne siete gli artefici.
Tempo? Risorse? Soldi? Tecnologie? Capitale umano? Aggiungete voci a questo elenco o specificate quale, secondo voi, è il fattore più importante.

Chiara Daffini
Editor InEquipe

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