Ci sono voluti circa 8 mesi di lavoro per mettere a fuoco il modello attuale. Più di una volta ci siamo trovati in vicoli ciechi, più di una volta abbiamo resettato e cestinato tutto.
Troppo spesso i nostri punti cardinali (attrattività, semplicità d’uso, scalabilà, modello di revenue) restavano distanti tra loro. Ma questo “monta e smonta” è stato tanto faticoso quanto edificante e ci ha dimostrato che cambiare idea può essere difficile ma spesso è necessario.

La svolta è arrivata quando ci siamo resi conto che il disegno iniziale era troppo vasto. Certo, nelle nostre teste aveva tutto senso, ma nella pratica era un processo eccessivamente complesso, troppo macchinoso, troppo lungo e difficile anche solo da spiegare… Per illustrarlo ci volevano minimo due ore!

Less is more

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Abbiamo fatto nostro questo principio, che nel mondo delle tecnologie pare ormai quello vincente.

Semplifichiamo tutto, facciamo una cosa semplice, facciamola bene, facciamola perché sia utile da subito ai nostri medici.
Da qui siamo ripartiti, parole chiave: medici, App, network, condivisione.

Riascoltiamo con orecchie nuove le interviste fatte ai medici, emergono nuovi elementi, nuovi punti di vista e il tutto prende una connotazione diversa, ma molto chiara: i medici devono poter dialogare, devono poter condividere esperienze, devono poter far crescere la loro rete di contatti.

L’App avrà quindi tre funzioni: un sistema di messaggistica, un sistema “social” per condividere i casi clinici, un sistema a “cerchie” per creare e organizzare la propria rete di contatti.

E ora viene il bello: tradurre questi tre capi saldi in funzioni fruibili con estrema semplicità.

Ve ne parlerò nel prossimo post…

Michael Frassi

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