Se per molti le giornate dovrebbero avere 48 ore, i medici ne hanno forse abbastanza delle 24 ordinarie, considerando che più della metà le trascorrono in turno. Una vita in cui le giornate hanno ritmi diversi e meno regolari rispetto al resto della popolazione. Il che influenza anche la loro socialità…e la loro vita sui social.

Ma i medici non hanno tempo per i social!”, potrebbero pensare i più. Non proprio. Almeno stando alla quantità di gruppi creati su Facebook e popolati da uomini e donne con i camici bianchi. Non solo giovani specializzandi, ma anche generazioni più mature che stanno annusando le potenzialità dei social network. “Il problema? – dicono quelli che abbiamo intervistato – E’ davvero il tempo! Sui social network generalisti è bello passare qualche minuto a spiare le novità degli amici, ma non sono certo il canale più adatto per scambiarsi informazioni di lavoro”.
Troppa confusione, troppo rumore, poca privacy. “Resta il fatto che i social sono mezzi estremamente comodi”, ammettono senza esitazione.

Il problema, in fin dei conti, non è il tempo…durante il giorno di riposo. Ma lo diventa mezz’ora prima di entrare in sala operatoria o tra un giro visite e una riunione, quando si vorrebbe un canale diretto per arrivare al cuore della ricerca, magari scambiando un parere informale con un collega di New York o dando un’occhiata a un caso clinico simile postato da uno specialista di Genova.

Comunicazione flessibile ma focalizzata, ampia ma diretta, senza interferenze con il resto della quotidianità. E’ questo, non le 48 ore in una giornata, che vogliono i medici.

Chiara Daffini
Editor InEquipe

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