Inizierà a gennaio 2019 la collaborazione fra InEquipe e SIAARTI, la Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva, con oltre 7mila soci che si appresteranno a utilizzare InEquipe come strumento social di condivisione casi, dibattito e divulgazione.
Ne abbiamo parlato con Emiliano Tizi, responsabile segreteria di SIAARTI.

Medici e social network: qual è il rapporto?
Ci sono decine di gruppi sui social network chiusi o pubblici, specialmente Facebook per essere il primo creato, in cui vediamo i medici interagire e scambiare pareri senza nessun tipo di supervisione e, alle volte, pubblicare contenuti di dubbia qualità. Notiamo una totale mancanza di rispetto della Privacy di ciò che viene fatto, nel rispetto dei dati che vediamo pubblicati dai medici. Noi, come SIAARTI, non siamo favorevoli all’utilizzo di social generalisti in questa maniera poco professionale.

In cosa, InEquipe, è la soluzione alle vostre esigenze?
A inizio 2018 ci è stato presentato questo progetto. Subito ne abbiamo capito il potenziale. InEquipe è un ambiente chiuso, che può essere disegnato su misura per noi e per i nostri soci. Per noi l’importante erano delle regole sulla Privacy chiare e che, soprattutto, avessimo il pieno controllo del piano editoriale. Sapere cosa viene condiviso e l’autorevolezza del creatore è fondamentale. Ci sentiamo tutelati e per questo più liberi. Altre volte aziende farmaceutiche e di dispositivi medicali si sono presentati a noi con un progetto simile ma le regole le avrebbero sempre dettate loro, lasciandoci di fatto lo strumento nelle loro mani. InEquipe non è così, è nelle nostre di mani.

A proposito di aziende farmaceutiche, ora possono pubblicizzare farmaci (previa autorizzazione della campagna da parte del Ministero della Salute) sui social come Facebook e Instagram in tutte le forme: post, foto, video e stories. Tutto questo, però, non avrà possibilità di essere commentato o condiviso dall’utente e quindi dal medico, cosa ne pensa?
Già in passato abbiamo visto che alcune aziende sponsorizzavano dispositivi medici sui social ma l’effetto era quello di un cartellone pubblicitario e anche malfatto. Una sola immagine con due parole, spesso neanche il link portava a qualcosa di concreto. Trovo quindi una scarsa cultura da parte delle aziende in merito. Se poi, le prossime pubblicità, arriveranno dirette ai consumatori e ai medici senza possibilità di interazione non so trovare un motivo a favore di questa scelta. InEquipe va oltre e lascia a noi decidere.

InEquipe ai Digital Awards 2018 di AboutPharma si è aggiudicata il premio Miglior Progetto Start Up Companies…
Noi di SIAARTI siamo davvero contenti perché vuol dire che quello che di buono abbiamo visto noi all’inizio ora lo stanno vedendo anche gli altri, premiando questa lungimiranza. InEquipe è la soluzione.

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