Chi fa da sé fa per tre? Pare proprio di no, o almeno non nel XXI secolo.

Il lavoro di squadra è molto più duro di quello individuale, ma mai come oggi risulta necessario. Perché l’intelligenza è tale solo se distribuita e il tutto fare non sarà mai come il fare di tutti. Il concetto vale ancora di più se applicato al mondo della sanità, in cui la visione multidisciplinare è alla base della buona riuscita di una terapia. Che cosa significa lavorare in team? Innanzitutto fidarsi di e affidarsi agli altri. La capacità di delegare fa del capo un leader e quella di collaborare fa del gruppo una squadra.

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InEquipe basa il suo funzionamento proprio su questo fattore strategico e lo fa a partire dal suo ideatore, che ha avvertito da subito l’esigenza di essere affiancato da menti e capacità complementari. “Io sono un creativo – ha detto Luca Damiano -, senza il supporto tecnico di Michael Frassi non sarei andato da nessuna parte”. E tutti e due, sprovvisti della precisione gestionale di Erika Bonomini, avrebbero camminato con passo meno sicuro. Al trio iniziale si sono aggiunti diversi collaboratori, ognuno competente in un ambito specifico. Tutto questo ha permesso di creare un prodotto di qualità curato in ogni dettaglio. Ora la palla passa a voi medici, dotati di uno strumento che vi permetterà di dispiegare la stessa capacità collaborativa nella cura dei pazienti e nella risoluzione dei casi clinici.

Chiara Daffini
Editor InEquipe

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