Liste d’attesa insostenibili? Arrivano i medici a gettone. Forse.

L’idea nasce in Piemonte, dove la Regione sta mettendo in campo un progetto che intende coinvolgere i neo specializzati in prestazioni occasionali, finalizzate esclusivamente a smaltire le liste d’attesa. In altre parole, i giovani professionisti verranno chiamati una tantum, quando la domanda sarà incompatibile con l’offerta strutturale degli ospedali (pubblici e convenzionati).

Buon obiettivo abbattere le liste d’attesa e così inserire gli specialisti in un lavoro congruo con le loro competenze immediatamente dopo la specializzazione, ma per una procedura, che è a tutti gli effetti sperimentale, è auspicabile che Assessorato e Università condividano il progetto con l’Ordine dei Medici e con le Organizzazioni Sindacali molto prima di metterlo in atto, in modo da garantire l’assenza di conflitti critici con i regolari percorsi di assunzione e sblocco del turn-over”.

 

 

È quanto ha dichiarato il Presidente dell’OMCeO di Torino Guido Giustetto. Il piano straordinario contro le liste d’attesa potrebbe tornare utile non solo ai pazienti, ma anche agli stessi neo medici, che, ricorda Giustetto: “di solito hanno come primi sbocchi professionali le guardie mediche, un’occupazione spesso saltuaria e non professionalizzante”.

Il pagamento a gettone non convince però l’OMCeO, “perché – spiega il presidente – rischia di creare un’altra sottospecie di precariato. I medici devono essere assunti secondo le regole normali previste dagli accordi collettivi o dalle convenzioni”. In sintesi, l’affiancamento dei neo-specializzati è auspicabile, ma a patto che si chiarisca che anche loro hanno tutte le capacità (si sono specializzati dopo 11 o 12 anni di studio) per affrontare i problemi dei pazienti, senza essere demandati alle prestazioni “a bassa complessità”, che oltre tutto, a priori, sono difficilmente individuabili.

Chiara Daffini
Editor InEquipe

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