I medici che scambiano informazioni dei loro pazienti sui social network (WhatsApp, gruppi Facebook ecc) senza avere il loro consenso, rischiano grosse sanzioni. La pratica è molto diffusa all’interno delle strutture sanitarie, anche per la stessa necessità di dover comunicare dati sensibili tra medico e specialista, medico e paziente.
È solo una questione di tempo… prima che ila situazione degeneri.
Talvolta è lo stesso paziente a richiedere l’utilizzo di tali strumenti, senza pensare che i suoi dati si disperdano nella rete.
Crediamo che la classe medica sia ben consapevole dei rischi in cui può incorrere.

Lo scambio immediato di informazioni e consigli tra medici, però, è più che fondamentale: sia in termini di miglioramento nella comunicazione tra professionisti sanitari e pazienti e tra i professionisti stessi, sia in termini educativi e di apprendimento a beneficio del paziente.

È necessario quindi uno strumento che abbia il vantaggio di preservare i dati: il consenso del paziente permette al medico di scambiare informazioni sul suo caso online e offline.

“InEquipe ha per fine quello di creare una cultura della riservatezza, dove i medici si impegnano a rispettare i criteri di anonimato e sicurezza dei dati dei pazienti”. Sara Rubinelli, President of the European Association for Communication in Healthcare (EACH)

www.borderline.blogautore.espresso.repubblica.it

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.